Venezia
Provare a raccontarla in poche, essenziali parole: "chi è" Venezia? Di Venezia tutti sanno tutto: in teoria. In pratica, nessuno ci capisce nulla e nessuno sa "come andrà a finire". Con un presente forse più complesso del suo passato, la presenza inevitabile dell'acqua alta stagionale (che in qualche modo si spera possa essere non solo prevista ma controllata), Venezia è una vecchia signora artritica, bellissima, acciaccata, e molto lagnosa. Un po' a ragione, un po' a torto.
Tutti sanno tutto ma ognuno ci mette del suo. Anche i numeri sono discordi: sono 118 (dato ufficiale del Comune di Venezia) le isolette che formano il centro storico di Venezia, collegate tra loro con ponti e ponticelli. Il centro storico è suddiviso in sei parti, dette "sestieri". La sua particolare posizione strategica e l'attitudine locale al commercio hanno reso Venezia una potenza marittima nel Medioevo e nel Rimascimento, e una base per i Crociati. Di qui Marco Polo avviò i rapporti commerciali con la Cina, e a lui è intitolato l'aeroporto internazionale di Venezia. La "Serenissima" "regina dell'Adriatico" dettò legge per secoli: ex repubblica indipendente, si arrese all'imperatore francese Napoleone Bonaparte praticamente senza opporre resistenza: un atto non propriamente eroico, ma che le valse la salvezza.
Capoluogo regionale del Veneto, oggi il territorio del Comune di Venezia comprende il centro storico, alcune frazioni in terraferma (come Mestre e Marghera) e numerose isole nella laguna, alcune minuscole e quasi del tutto sconosciute, altre di una certa estensione e notorietà, per motivi culturali, turistici, sociali: ad esempio il Lido, la Giudecca, Burano, Murano. La popolazione complessiva è di 270.000 persone, in lieve aumento nella terraferma e in calo costante nel centro storico e nelle isole; al 31 ottobre 2009 si contavano in centro storico meno di 60.000 residenti. Ma per non sentirsi troppo soli, i veneziani nelle proprie statistiche stanno arrivando a considerare tra i residenti anche i residenti temporanei (studenti e lavoratori), e rivolgono la loro attenzione ai pendolari, che se a Venezia trovassero prezzi più abbordabili e qualche servizio in più, si eviterebbero le sfacchinate del su e giù. Sono, insomma, residenti potenziali. Sono la speranza di Venezia. A meno di una nuova progettualità, è altrimenti lo spopolamento il destino di Venezia.
Venezia dall'Alto appare - fuori dal tempo - spensierata nel suo pulito splendore, memoria di un passato glorioso e opulento. Ma questa, come si vede ancora più chiaramente dal cielo, è tutt'altro che una città immutabile. Palazzi patrizi si perdono e confondono con case più popolari, tutte indistintamente bisognose di costante manutenzione: il "salso" non perdona. In centro storico, poche le costruzioni nuove e moderne (realizzate tra non poche polemiche), un lusso gli ascensori; ma in altre zone, come la Giudecca, è sotto gli occhi il fermento edilizio post-industriale, lo sviluppo turistico. Storicamente diffidenti verso le novità, i veneziani stanno a guardare. (R.Giorcelli)
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